Il concorso, alla sua IV edizione, incoraggia i giovani artisti a cercare una committenza pubblica per cimentarsi con l’esperienza di lavorare per la collettività; al tempo stesso stimola le istituzioni a entrare in contatto con nuove comunità e nuovi pubblici.

Il tema del concorso pone al centro il dialogo tra le culture e la mediazione che gli artisti e le istituzioni culturali possono realizzare all’interno della società, oggi sempre più caratterizzata dalla compresenza di comunità diverse per cultura e provenienza.
E poiché il progetto mira a stimolare l’integrazione e l’inclusione sociale esso privilegia le periferie, luoghi che, per primi, hanno accolto le nuove comunità, i nuovi cittadini.

Il progetto, a cura di Connecting Cultures e Fondazione Ismu, Settore Educazione, Patrimonio e Intercultura, si sviluppa  grazie al sostegno della DGAAP con il patrocinio dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB), dell'Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) e dell'International Council of Museums - Comitato Nazionale Italiano (ICOM Italia).

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Per entrambi i soggetti – artisti e istituzioni – il patrimonio museale, archivistico e librario rappresenta un’opportunità, uno strumento per costruire un dialogo possibile che promuova la partecipazione attiva della collettività.
La riflessione sottesa al tema del concorso è che le specificità di ogni lingua, cultura, luogo o paesaggio, i segni, le tracce, le caratteristiche, l’etimologia e le idiosincrasie che hanno acquistato senso con il tempo e con l’uso sono intraducibili. Questo vale ancora di più in un contesto globale caratterizzato da migrazioni, scambi continui, ibridazioni linguistiche e culturali.
La stessa cultura di massa, pur diffondendo modelli che vorrebbero essere universali, in realtà si nutre e si modifica continuamente, assorbendo e inglobando parole, segni, immagini, memorie e stereotipi di culture e contesti sociali molto diversi. In questo confuso ma prolifico alternarsi di tradizioni e neologismi culturali diventa sempre più rischioso pensare a un modello unico di interpretazione.
È spesso proprio questo presupposto a condurre verso il pregiudizio e l’incomprensione. Il problema della “traduzione culturale” va dunque affrontato secondo modalità e approcci complessi.
Sono queste alcune tra le questioni affrontate dalla Convenzione Unesco del 2005 per la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, ratificata anche dall’Italia. Considerata un atto fondante di una nuova etica per il terzo millennio, che afferma il principio dell’eguale dignità e del rispetto di tutte le culture, la Convenzione indica tra le proprie finalità la creazione di condizioni “tali da consentire alle culture di prosperare e interagire liberamente in modo da arricchirsi a vicenda”.
Il Concorso è dedicato alla memoria di Silvia dell'Orso, giornalista e saggista, che ha dato un importante contributo alla conoscenza e alla divulgazione di tematiche cruciali inerenti la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale

Condizione imprescindibile per partecipare è che i progetti nascano dalla collaborazione fra giovani artisti e istituzioni e/o enti culturali. La collaborazione può nascere per iniziativa dell’artista, o viceversa dell’istituzione/ente culturale, che identifica un artista o un collettivo insieme al quale sviluppare un’idea progettuale.
Sono ammessi artisti, videomaker, designer, filmmaker, performer, fotografi, italiani e stranieri, singolarmente o come collettivo, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti in Italia o comunque attivi sul territorio italiano. Sono ammessi anche coloro che compiono 35 anni nell’anno in corso. Per i collettivi di artisti si intende che ogni componente deve avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Istituzioni culturali presenti sul territorio nazionale (musei, biblioteche e archivi) e/o enti che si dedicano alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale (centri di studio, di approfondimento e di promozione culturale, associazioni e fondazioni culturali, accademie).
Il ruolo dell’istituzione/ente culturale promotore è di garantire la effettiva realizzabilità e sostenibilità del progetto proposto, promuovendo la partecipazione dei cittadini per favorire processi di dialogo e trasformazione.
Il bando è scaduto il 05/02/2016

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