Codice Italia

Biennale 2015

IL PADIGLIONE ITALIA ALLA 56. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE
“Codice Italia”

A cura di Vincenzo Trione

Per l’edizione della 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia il MiBACT, attraverso la Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, ha organizzato, come per gli anni precedenti, il Padiglione Italia con la mostra sull’arte italiana Codice Italia a cura di Vincenzo Trione.
Codice Italia vuole riattraversare significative regioni dell’arte italiana di oggi, facendo affiorare alcune costanti: assonanze poco manifeste, corrispondenze inattese. Ripercorre rilevanti esperienze poetiche contemporanee, con l’intento di delineare i contorni di quello che, al di là di tante oscillazioni, rimane il fondamento del nostro “codice genetico” stilistico.
La mostra vuole far emergere il “Codice Italia”, muovendosi su diversi registri.
Si scelgono alcuni “casi rivelatori”: artisti di diverse generazioni che hanno proposto un’originale interpretazione del concetto di “avanguardia”, saldando sperimentazione linguistica e dialogo inquieto con quell’immenso giacimento che è la memoria.
Si invitano quegli artisti a realizzare opere-simbolo, che abbiano quasi il valore di un manifesto di poetica.
Si chiede a quegli stessi artisti di accompagnare i loro lavori con la creazione di una sorta di stanza delle meraviglie, ispirata al modello dell’Atlante allestito da Aby Warburg: un’installazione nella quale vengano raccolti frammenti dissonanti di echi impliciti sottesi alla loro ricerca. Un’occasione irripetibile per incontrare i momenti di una genealogia svelata.
Gli artisti invitati nel Padiglione Italia 2015 sono:
Alis/Filliol, Andrea Aquilanti, Francesco Barocco, Vanessa Beecroft, Antonio Biasiucci, Giuseppe Caccavale, Paolo Gioli, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Marzia Migliora, Luca Monterastelli, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Nicola Samorì, Aldo Tambellini.
Ovvero, protagonisti dell’Arte povera e della Transavanguardia (Kounellis, Paladino, Longobardi), grandi isolati (Parmiggiani e Gioli), eredi delle neoavanguardie del dopoguerra (Tambellini), personalità difficili da inscrivere dentro tendenze (Biasiucci, Caccavale, Aquilanti), voci tra le più originali dello scenario internazionale (Beecroft) e artisti dell’ultima generazione (Alis/Filliol, Barocco, Migliora, Monterastelli e Samorì).
Artisti accomunati dal pensare le proprie opere come luogo all’interno del quale si ritrovano a convivere desiderio di innovare i linguaggi e dialogo problematico con momenti salienti della storia dell’arte.
Questa idea viene declinata attraverso diversi media quali pittura, scultura, disegno, fotografia, video, performance, cinema.